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NAPOLI VELATA ARRIVA IN PIZZERIA: IL 24 GENNAIO LA PRESENTAZIONE AL TRIANON

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NAPOLI VELATA ARRIVA  IN PIZZERIA:  IL 24 GENNAIO LA PRESENTAZIONE  AL TRIANON

 

La storica pizzeria napoletana omaggia assieme alla casa editrice Rogiosi il fotografo napoletano Oreste Pipolo

 

 

Napoli, 22 gennaio 2018 . Torna il fortunato format “Pizziamoci un libro”, l’appuntamento nato dalla partnership tra la Pizzeria Trianon e la Rogiosi Editore. Il  24 gennaio alle ore 20  nella storica pizzeria di Via Pietro Colletta a Napoli  sarà presentato il libro Napoli Velata di Oreste Pipolo. Il Trianon è un locale che per la sua posizione nel centro storico e per la sua storia gloriosa  ben si presta ad accogliere la presentazione del progetto fotografico, che mette in luce i capolavori artistici custoditi nel ventre della città.  Il parallelismo tra il film di Ferzan  Ozpetek  e il libro di  Oreste Pipolo è impressionante: entrambi mostrano la bellezza gioiosa e al tempo stesso disperata di una città come Napoli, con i suoi monumenti di straordinario valore artistico troppo spesso violentati dal vandalismo e dall’incuria. Ne parleranno con l’editore Rosario Bianco Miriam e Ivana Pipolo, figlie del fotografo scomparso  che hanno continuato a gestire il suo studio fotografico. Al termine della presentazione, il pubblico potrà  gustare  la famosa pizza del Trianon e una  bibita e portare a casa lo straordinario libro;  il tutto al prezzo simbolico di 10 euro. 

 

IL TRIANON

La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal  famoso teatro  in cui si  esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto. Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che  non a caso è  considerata la pizzeria degli artisti. Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno , e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo  viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte,  con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi . E poi la Gran Trianon da otto gusti, che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa 12  ore.  Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia e a Sorrento. Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.

IL  LIBRO E L’AUTORE

 Il libro “Napoli velata”, con i suoi scatti costituisce un’opera di grande pregevolezza estetica, ma al contempo una forma di denuncia civile intima e silenziosa.. Nelle immagini raccolte, Pipolo copre con il suo velo i visi e gli oggetti più indifesi. Nella sua voglia di rappresentare la città c’è anche il tentativo di salvarla dal degrado umano, morale e ambientale in cui versa. Così il velo bianco, che simbolicamente rappresenta il matrimonio, diventa elemento di protezione degli esseri umani e delle cose. Anche  Ferzan Ozpetek, nell’omonimo film,  mostra la bellezza gioiosa e nello stesso tempo disperata di una città come Napoli, con i suoi monumenti di straordinario valore artistico troppo spesso violentati dal vandalismo e dall’incuria.

Oreste Pipolo nasce e lavora per tutta la vita a Napoli. È considerato il fotografo che meglio ha descritto, in tempi recenti, il capoluogo partenopeo attraverso l’obiettivo fotografico. Specializzato fin dall’inizio della sua attività in servizi matrimoniali, conia uno stile personale che getta la base per una vera e propria fotografia di genere. Ferdinando Scianna lo definisce lo sciamano delle spose. Il canale Sky Arte HD gli dedica una puntata della serie “Fotografi, viaggio alla scoperta dei maestri italiani”. Il regista Matteo Garrone ha girato su di lui un documentario, dal quale Marco Bellocchio ha tratto il film “Regista di Matrimoni”.

Direttore editoriale